25
May
2010

La Residenza Palazzo al Velabro

Il Residence Palazzo al Velabro, Apartment House sito in pieno centro di Roma, all’ombra del colle Palatino e affacciato sull’Arco di Giano e sulla Bocca della Verità, riapre dopo un accurato restauro integrale durato più di 8 mesi.
Lo storico Palazzo al Velabro, trasformato in residenza turistica negli anni ‘70 dall’architetto Luigi Moretti, offre una struttura al top dei servizi per la sua categoria.
Le 33 camere disponibili sono molto spaziose, dotate di cucina, aria condizionata, internet Wi-Fi, TV satellitare e Sky, telefono diretto, arredamento confortevole e di lusso, pulizia giornaliera.

Per i clienti più esigenti le camere Superior dispongono di una vista mozzafiato sulle antichità di Roma e un comfort totale grazie alla ricercatezza di arredamenti e accessori.
Ma il vero punto di forza della struttura ricettiva è l’assoluta riservatezza e la dimensione accogliente ed esclusiva.
Diretto ad ospiti che vogliono il massimo, ma che hanno nelle loro priorità la privacy e il comfort legati alla sensazione di essere a casa propria, il Residence al Velabro può essere considerato una via di mezzo tra l’Hotel e il Residence: dell’uno ha la tipologia di servizio, dell’altro la privacy e la riservatezza.
Un binomio di sicuro interesse per turisti, uomini d’affari, famiglie, accomunati dall’amore per il bello,dal gusto per la discrezione e per il servizio personalizzato.

Completano il quadro una sala colazione e lounge bar interna, una sala fitness con personal trainer su richiesta, una terrazza immersa nella quiete per trovare refrigerio nelle calde serate estive, e un ristorante convenzionato distante pochi passi.
Il Residence Palazzo al Velabro è una valida alternativa all’hotel, una sistemazione esclusiva, per gente esclusiva.


20
May
2010

Roma nascosta: scoprire il Velabro

L’area del Velabro è costellata di monumenti e luoghi cardine della storia romana. Si tratta di un perimetro pianeggiante confinante a nord con il Campidoglio, a sud con il  Foro Boario, a est con il Foro Romano e a ovest con il  Foro Olitorio.

Il Velabro era un quartiere commerciale, solcato da due strade molto importanti: il vicus Tuscus e il vicus Iugarius che collegavano il Foro Romano con il Tevere. In tempi remoti, prima della bonifica del VI secolo a.C., il fiume si riversava sovente nella piana, depositandovi la sabbia dorata: non a caso il nome Velabrio deriva proprio dal latino velum aureum, ovvero palude aurea.

La suggestiva simbiosi tra pietra antica e verde che caratterizza il vicino Palatino risalta le antiche vestigia del colle, tra le quali il Tempio di Vesta. I resti di quest’ultimo si trovano Lungo la Via Sacra, accanto alla Casa delle Vestali, e sembrano ancora emanare un’aurea di inviolabilità dovuta alla secolare presenza del fuoco sacro all’interno del colonnato circolare. Il compito di tenere vive quelle fiamme, simbolo della continuità di Roma, era riposto nelle mani delle intoccabili vestali, le sacerdotesse vergini devote alla sorella di Giove Capitolino: Vesta.

A testimonianza dell’animo mercantile che impregnava la zona del Foro Boario, l’Arco di Giano assurge ancora a porta d’ingresso per i visitatori. Difatti non si tratta di un arco trionfale, né di un monumento dedicato a Giano, bensì di un passaggio coperto (ianus in latino, da cui il nome) per i mercanti e i venditori. Il suo arco quadrifronte fu utilizzato come fortezza dalla famiglia romana dei Frangipane nel 1830, anno in cui perse l’attico originario che svettava sopra di esso.

Presso l’Arco di Giano, sorge la Chiesa di San Giorgio in Velabro. In quel punto, attratta dal suono di vagiti, una lupa scoprì la culla di Romolo e Remo, trasportata dalle acque del Tevere. Fu il mito, fu l’inizio della storia di Roma. La chiesa fu eretta probabilmente nel VI secolo, mentre è certo che nel 570 san Gregorio Magno la innalzò a diaconia cardinalizia. Fu continuamente restaurata e abbellita nel tempo dai signori della città. Nell’VIII secolo papa Zaccaria vi fece portare la testa di san Giorgio dalla Cappadocia, unendovi quindi il culto.

Su queste testimonianze della millenaria storia dell’Urbe si affacciano bellissimi palazzi seicenteschi, tra i quali il Residence Palazzo al Velabro. I clienti della struttura hanno la fortuna di poter spalancare le finestre direttamente sull’Arco di Giano e il Tempio di Vesta, lasciando così entrare nelle splendide camere un fiume di pittoriche immagini capitoline.

A pochi passi dal lussuoso residence, davanti all’Isola Tiberina, si trova Piazza Bocca della Verità. Qui, murato nella parete del pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, si trova un mascherone del I secolo dopo Cristo, rappresentante un volto maschile barbuto con occhi, naso e bocca forati e cavi. Non si sa cosa rappresenti il viso, se un dio o un fauno, fatto sta che esso attira ancora frotte di turisti e curiosi per via di inquietanti leggende. Si racconta che l’imperatore Giuliano, una volta infilata la mano nella bocca, sia stato trattenuto e tentato dal Diavolo. Altre storie parlano della terribile sorte che toccherebbe a chiunque, pronunciando una falsità, metta la propria mano tra le fauci del mascherone: questa verrebbe mangiata! A meno che non si sia abbastanza furbi da ingannare il giudizio della Bocca…

Tra leggende e miti, di certo rimane l’unicità dei luoghi che caratterizzano il Velabro e le zone adiacenti. Come le sabbie dorate lasciate dalle antiche piene del Tevere, i monumenti del luogo testimoniano il continuo scorrere dei secoli. Che a Roma non conosce argini.

VISITA IL SITO DEL RESIDENCE: www.velabro.it